Teatro Sferisterio Macerata - Opera Sferisterio - Sferisterio Macerata
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Opera

lo sferisterio di Macerata

«Ad ornamento della città, a diletto pubblico. La generosità di cento consorti edificò. MDCCCXXIX»

Il teatro Sferisterio di Macerata costituisce una delle opere più espressive del Neoclassicismo europeo. Concepito per il gioco della palla col bracciale, molto in voga nella metà dell’Ottocento, ospita diversi tipi di spettacoli pubblici, come la celebrazione di feste, l’organizzazione di giostre, parate equestri, manifestazioni politiche e sportive, l’accoglienza di circhi equestri e cacce di tori.

La grande arena è delimitata da due testate rettilinee raccordate da un'ampia curva e dal maestoso muro rettilineo di fondo alto 18 metri e lungo quasi 90. Le 56 colonne doriche con base attica, in ordine gigante, si sviluppano oltre al palco reale, sostengono i palchi e si concludono con una elegante balconata in pietra che fa da cornice di chiusura.

L’armonica struttura garantisce una perfetta visibilità e un'insuperabile acustica.

Nel Novecento si inizia a pensare seriamente che lo spazio della costruzione, quell’armonia interna tra il colonnato neoclassico, l’alto muro rettilineo e la grande area aperta centrale, possano essere la perfetta cornice per gli spettacoli di opera lirica.

L’Aida di Giuseppe Verdi fu la prima opera rappresentata allo Sferisterio, nel 1921. Sarà replicata per 17 serate, e vista da 70 mila persone.

Oggi lo Sferisterio è il gioiello di Macerata: un teatro all'aperto immerso in un'atmosfera spettacolare, soprattutto nelle sere estive dell'opera festival, capace di donare agli spettatori emozioni uniche godendosi l'opera con l'acustica migliore d'Italia, sotto un meraviglioso cielo stellato.

Artisti famosissimi in tutto il mondo hanno calcato questo palco: tra gli altri Mario Del Monaco, Luciano Pavarotti, Katia Ricciarelli, Renato Bruson, Montserrat Caballé, Placido Domingo. Sono passati alla storia allestimenti come la celebre Traviata degli Specchi del maestro Josef Svoboda, nel 1992, e l’indimenticabile La Bohème di Ken Russel, nel 1984.






teatro lauro rossi

Nel 1765 quarantasei nobili maceratesi promossero la realizzazione di un nuovo teatro cittadino nello spazio prima occupato dal vecchio Palazzo Comunale, che già ospitava al suo interno la “Sala della Commedia”

L’incarico fu affidato al più grande architetto teatrale dell’epoca Antonio Galli, detto il Bibiena, il cui progetto poi venne riadattato dall’architetto Cosimo Morelli che ne diresse i lavori di costruzione.

Inaugurato nel 1774 e intitolato nel 1884 al musicista maceratese Lauro Rossi (1810-1885), la caratteristica forma a campana dell’ambiente con tre ordini di palchi e il loggione lo rende uno dei primi esempi di ‘teatro all’italiana’.

Un attento restauro ha riportato alle originali fattezze l'elegante sala a tre ordini di palchi. Stucchi, finti marmi policromi nei toni argento-azzurro, verde e oro fanno del "Lauro Rossi" un gioiello dell'arte del '700, unico in Italia.

Testi classici e drammaturgia contemporanea, interpreti amati da pubblico e critica, maestri della scena e danza animano la stagione 2016/2017 del Teatro Lauro Rossi promossa dal Comune di Macerata e dall'AMAT e realizzata con il contributo di Regione Marche e Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo.

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